I Platamone

La Storia

Ogni città ha una famiglia che la rappresenta e che dona alla comunità figure di spicco e di comando, se per Firenze furono i Medici, per Catania furono sicuramente i Platamone. La famiglia è ormai estinta ma di loro rimane indelebile la traccia lasciata dai suoi componenti che si adoperarono nelle più disparate attività. Battista Platamone, dottore in legge, prima fondò una società con un “bovaro” creando  un commercio di formaggi molto florido e poi diventò Vicerè di Sicilia con lo scopo di “procurare la felicità dei siciliani” ed in seguito divenne Presidente del Regno e Maestro Razionale del Tribunale del Real Patrimonio. Suo fratello, Bernardo Platamone, anche lui famoso giurista gestì il monopolio delle gabelle che lo portò al fallimento ma ricoprì importanti cariche sia a Catania, come funzionario della Curia Patriziale, che a Palermo, dove fu Giudice della Gran Corte. La vocazione mercantilistica della famiglia venne portata avanti dal figlio di Battista e dai suoi eredi che si arricchirono gestendo i monopoli di frumento, olio, maiali e gabelle civiche. Importanti furono anche le cariche religiose ricoperte dai pochi componenti della famiglia ad avere ambizioni clericali, come Antonio Platamone cenobita di Sant’Agata e Giuseppe dell’ordine di San Domenico che nel 1529 fu scelto per predicare nella cattedrale di Bologna alla presenza dell’imperatore Carlo V e del Papa Clemente VII. Di grande rilievo fu anche il palazzo di proprietà dei Platamone, situato tra Porto Saraceno e Porta Pontone (punti di riferimento della Catania medievale) aveva una caratteristica porta che si immetteva direttamente in mare. E’ considerato uno dei più bei palazzi della storia Catanese, la sua costruzione è antecedente al monastero di San Placido (1400) che venne edificato sopra le rovine dell’antico tempio di Bacco e che col tempo ingoblò la proprietà dei Platamone, ormai del palazzo originale è rimasto poco ma è ancora possibile ammirare una balconata ed alcuni muri.

Una leggenda seicentesca narra che prima del palazzo vi fosse la dimora in cui nacque Sant’Agata e per tale motivo il posto va conservato e venerato.

Dove si trova

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