Missili o balene?

La storia

Missili a lampedusa, strage scampata o bluff ben organizzato?

Il 15 aprile 1986 la cronaca riporta che due missili ss-1 scud vennero lanciati dalla libia alla volta di lampedusa. L’obiettivo era un’installazione militare usa del sistema di radionavigazione loran situata sull’isola. Due giorni prima sotto l’ordine di ronald reagan i soldati americani attaccarono Tripoli distruggendo la casa del presidente Mu’ammar Gheddafi, che riuscì a salvarsi per un soffio. L’attacco USA avvenne in risposta all’attentato alla discoteca La Belle di Berlino Ovest, molto frequentata dai soldati americani, venne fatta esplodere con una bomba il 5 aprile 1986, il bilancio fu di tre morti (di cui due soldati americani) e 250 feriti (molti dei quali riporteranno disabilità fisiche per il resto della vita). In questo stato di tensione la possibilità di un bombardamento da parte dei libici sembrò più che plausibile ai più ma non tutti credettero a questa versione dei fatti, il generale Basilio Cottone allora capo di stato maggiore dell’aeronautica militare, fece nascere il dubbio, durante la riunione con il presidente Craxi sul da farsi in risposta all’attentato, che potesse trattarsi di una trovata USA per portare l’Italia dalla sua parte. In effetti i primi a parlare di bombardamento furono proprio gli americani della base di Lampedusa, le testimonianze dei pescatori di allora negli ultimi anni furono negate dicendo che “nessuno era in acqua a causa del mare grosso”. E se i boati fossero stati causati da caccia americani? E gli spruzzi d’acqua allo sfiatatoio di balenotteri che sovente passano da lì? Nessun resto dei missili fu mai ritrovato, solo qualche pezzo di ferro accartocciato che qualcuno con molta fantasia ha dichiarato appartenere ad uno dei due missili lunghi 11 metri e larghi 80 cm. Ma quel dubbio fece breccia in Craxi che alla fine decise di non attaccare la Libia. Questo comportamento fece nascere però ulteriori dubbi sull’accaduto, si disse infatti che il lancio dei missili avvenne ma fu sbagliato di proposito. E perchè mai si dovrebbero lanciare dei missili sbagliando volontariamente la traiettoria? Semplice! Per sviare i sospetti che volevano che il presidente libico fosse riuscito a sfuggire all’attentato grazie all’avvertimento dell’Italia. Tesi avvalorata da una dichiarazione dell’allora console libico a Roma Abdulrahman Shalgam in cui parlava di un amico inviato da Craxi per avvertirli dell’imminente attacco e dal fatto che pochi giorni dopo il presunto lancio dei missili la Libia rivendicò il fatto. A quasi trent’anni dall’accaduto non si è fatta chiarezza sull’incidente, giochi di potere che si mescolano alla paura della guerra che fortunatamente non è mai scoppiata.

 

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