Le Quattro Sultane di Aci

La Storia

Questa è la storia di quattro donne che furono in grado rivalersi sulle angustie della vita riuscendo a ricoprire un posto d’onore in terra straniera, storie simili ma diverse che prendono vita nella costa della Sicilia Orientale ai piedi dell’Etna.

Stella

Nel Marzo del 1582, nella spiaggia di Santa Maria la Scala, la piccola Stella di 7 anni venne rapito col fratello dai corsari algerini. I due fratelli furono venduti come schiavi a Costantinopoli. Gli anni passarono ed i fratelli vennero educati secondo la cultura araba fino al punto di perdere completamente ogni ricordo della loro terra d’origine. Stella imparò a leggere, a scrivere ed a parlare correttamente l’arabo, turco e persiano, studiò approfonditamente la storia e la geografia e divenne un’ottima danzatrice. Nel 1592 Amuratte III prese il posto di Selim II e Stella divenne la sua favorita. Ebbe grandi soddisfazioni, partorì sette figlie, ebbe una vita da sultana ma non lo divenne mai ufficialmente poichè non diede mai un erede maschio al sultano.

Venera

Nel 1650 durante una tempesta una delle galere della flotta ottomana diretta da Tunisi a Costantinopoli si incagliò nella spiaggia di Santa Maria. Tutti accorsero rimanendo a guardare la nave inabissarsi con all’interno i suoi passeggeri. Frate Lazzaro, un frate del luogo, scrollò dal torpore gli spettatori dicendo loro che salvare i componenti della nave sarebbe potuta diventare un’ottima occasione per fare uno scambio con degli schiavi cristiani. I prigionieri della nave allora vennero portati in salvo e condotti al castello di Aci. Fra questi c’era anche la figlia del Bey di Tunisi, Halidè. Frate Lazzaro partì per imbastire le trattative che durarono due anni, nel frattempo i prigionieri conquistarono la fiducia dei residenti e quindi furono lasciati liberi di andarsene in giro. In uno di questi giri Halidè si ritrovò nella casa di Lona, una povera donna alla quale il mare aveva strappato il marito e due figli che era rimasta sola con sua figlia Venera. La figlia del Bey si affezionò molto alla giovane volendole bene come ad una sorella. Quando la povera madre di Venera morì Halidè volle che la ragazza venisse a vivere con lei al castello. Quando arrivò il giorno del riscatto i prigionieri vennero caricati su una nave, Venera non riuscì a staccarsi dalla sua compagna e decise di unirsi a loro. Giunti a Costantinopoli erano in atto i festeggiamenti per il nuovo sultano, la famiglia di Halidè venne invitata a corte e portarono con loro anche Venera. Quando il sultano vide la giovane siciliana se n’è invaghì e la fece diventare la sua favorita. L’anno dopo lei gli diede l’erede maschio che diede l’opportunità al sultano di chiedere alla giovane di abbandonare la sua religione per ufficializzare la loro unione. Venera non acconsentì e decise di scappare. Decisa a tornare a casa si incontrò con frate Lazzaro per partire insieme ma poco prima di imbarcarsi vennero fermati ed uccisi dagli scagnozzi del sultano.

Rosalia

Durante il matrimonio di un pescatore lungo le coste di Acitrezza la piccola Rosalia venne rapita brutalmente e portata a Costantinopoli nel “serraglio”. Dopo molti anni la giovane conservava ancora il ricordo di casa sua e se ne stava seduta cantando della sua bella terra lontana. Un giorno il sultano la sentì cantare e ne rimase affascinato, tanto da farla diventare la sua favorita. Lei ne fu felice ma il primo desiderio fu quello di avere notizie della sua famiglia in Sicilia, il sultano le disse che se lei gli avesse dato un erede maschio avrebbe mandato il capo delle sue guardie in persona ad informarsi. Quando nacque l’erede al trono, il sultano mantenne la promessa e inviò il suo uomo in Sicilia. L’uomo scoprì, però, che l’intera famiglia della giovane era morta e non le era rimasto più nessuno. Il sultano apprese la notizia e per non dare un dispiacere alla sua amata gliela tenne nascosta. Rosalia in cuor suo sapeva cos’era accaduto e malinconica sospirava pensando ai suoi cari e dicendo di essere vittima della punizione divina per aver rinnegato Dio.

Rosa

Rosa era la figlia di un ricco marinaio di Acitrezza, era stata promessa in sposa ad un uomo che viveva a Malta ma quel matrimonio non avvenne mai perchè la nave che la stava portando verso il suo futuro sposo venne attaccata dai pirati nei pressi di Capo Passero. La giovane divenne subito la favorita del vecchio sultano Selim I che la nominò sultana senza però violare mai la sua purezza. Rosa passava le giornate pensando al suo grande amore che non era l’uomo prescelto dal padre bensì Felice, nipote del castellano del fortilizio di Aci. Un giorno come tanti mentre passeggiava nel giardino del serraglio la fanciulla sentì una voce cantare, il cuore le si fermò perché la voce era proprio quella del suo amato Felice, anche lui catturato come schiavo. I due si ricongiunsero finalmente in un idillio d’amore. Poco tempo dopo il vecchio sultano morì e la sommossa che ne conseguì diede ai due amanti la possibilità di scappare e, insieme, ritornare nella tanto amata terra natia.

Dove si trova

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