Le leggende dei monti

La storia

Il monte Kronio ed il monte Pellegrino si trovano rispettivamente a Sciacca, in provincia di Agrigento, e a Palermo, entrambi i promontori erano considerati dagli antichi greci templi di pietra dedicati al Dio Kronos, dio del tempo. Molte storie e leggende prendono vita in questi assemblamenti rocciosi, alle falde del monte Kronio, che conserva ancora il nome del dio greco, pare che Dedalo, in fuga da Creta, atterrò con le sue ali fatte di cera, e che, una volta atterrato, il geniale architetto venne accolto alla corte del re Cocalo, dove si esibì in altre spettacolari prodezze. E fu sempre Dedalo che cercò di rubare i vapori caldi, che fuoriescono tuttora dalle rocce, scavando una grotta, la famosa “stufa” di S. Calogero che venne nel corso degli anni utilizzata per curare artrite, reumatismi, sciatica e molto altro. All’interno è ancora possibile notare i sedili scolpiti ed i poggi dove venivano adagiati i malati per ricevere i benefici del vapore. Il monte Pellegrino, cambiò molte volte nome, fu Ercte per i greci, Gebel Grin e poi Bulkrin per  arabi ma a scegliere il nome con il quale noi tutti lo conosciamo furono i romani che battezzarono il monte “Mons Peregrinus” (peregrinus dal latino antico: straniero ma soprattutto nemico) a causa delle battaglie, che durarono anni, combattute contro i cartaginesi proprio sul monte. Il monte fu da sempre identificato come luogo di culto, oltre il dio Kronos, fu sede del culto della dea Tanit, dea della fertilità; oggi sorge su  di esso il santuario di Santa Rosalia (patrona di Palermo) che accoglie i fedeli in preghiera.

 

 

Dove si trova

Riferimenti