La specola che visse due volte

La Storia

A volte quando qualcosa viene distrutto non muore definitivamente, a volte, rinasce, diventando qualcos’altro. E’ quello che è successo alla specola dell’Osservatorio Astrofisico di Catania. Quando nel 1866 il monastero dei Benedettini di Catania divenne demanio regio, gli spazi al suo interno vennero riadattati ad usi “civili”, inserendo, cioè, scuole ed anche un Osservatorio Astrofisico con un laboratorio di meteorologia e geodinamica. Passarono gli anni e nel 1981 una fortissima folata di vento fece volare un pezzo abbastanza esteso della lamiera zincata che ricopriva la specola dell’Osservatorio posta sopra l’antirefettorio. Considerando la specola una “superfetazione”, cioè una “costruzione aggiunta ad un edificio già completo nelle sue linee architettoniche e che ne rovina l’armonia”, si decise di demolirla. Ma dopo che venne rimossa la cupola metallica ed il rivestimento in muratura, emerse la struttura in mattoni, la purezza di quella forma a segmento sferico e la sua rarità convinsero l’arch. Giancarlo De Carlo (in città per i lavori di ristrutturazione del Noviziato) a proporre di non procedere con la demolizione e di pensare ad un suo recupero. Alla soprintendenza, però, non ne vollero sapere di accettare questo progetto e l’Arch. Giarrizzo dovette fare andare avanti i lavori di demolizione della specola. Contestualmente ai lavori della soprintendenza si svolgevano i lavori del noviziato, gestiti dall’università. I tempi per i lavori erano stretti poichè era prevista una grande mostra dedicata ad Antonello da Messina e così i cumuli di detriti della specola aumentavano giorno per giorno, accumulandosi in piazza Vaccarini fino al giorno in cui i lavori terminarono, il 26 Luglio 1982. La mostra ebbe il successo meritato e la specola cadde nel dimenticatoio. Questa è la storia ufficiale della specola, ma dietro le storie “ufficiali” si nasconde la verità. Il signor C. capo cantiere dei lavori del noviziato ogni giorno osservava i lavori del cantiere poco distante dal suo, dove la specola veniva demolita un pezzo alla volta, notò la bellezza di quei materiali e la forza che nascondevano e non riuscì a lasciare che diventassero spazzatura. Ogni giorno tornando a casa portò con se dei mattoni provenienti dalla costruzione, i ragazzi del posto gli diedero una mano a pulirli, in cambio di un gelato e qualche caramella. Il signor C aveva un grande sogno, costruire una casetta in campagna dove poter passare la vecchiaia e far giocare i nipoti. E così, giorno per giorno mattone per mattone, il signor C riuscì a far avverare il suo sogno grazie alla specola dell’osservatorio astrofisico di Catania, che vive ancora, anche se sotto diversa forma.

Dove si trova

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