La Bella Angelina

La Storia

Spesso il nome di un luogo è solo il modo in cui quel posto viene indicato, per convenzione o per imposizione, nulla di più, ma a volte dietro c’è qualcos’altro, si può celare una leggenda, una storia d’amore e molto altro ancora. E’ il caso di Francavilla di Sicilia, un paese in provincia di Messina che deve la sua nascita ed il suo nome al segno di gratitudine di un innamorato che riuscì ad avere la sua amata.

Per narrare la storia di come nacque il paese e del perchè gli fu dato quel nome dobbiamo spostarci a Castiglione di Sicilia, comune poco distante da Francavilla di Sicilia. Il castellano di Castiglione era l’ammiraglio Ruggiero di Lauria, sua figlia, Angelina, era ammirata da tutti per la sua bellezza di carattere e d’aspetto, la sua ancella, Franca, la seguiva e la accompagnava sempre. Un giorno al castello erano stati invitate delle personalità di spicco francesi, conoscendo la giovane Angelina rimasero folgorati dalle caratteristiche della giovane  e, una volta tornati in Francia, ne lodarono la figura ed i modi gentili. Il delfino di Francia sentendo tanto parlare della giovane se ne invaghì al punto da volersi recare in Sicilia per conoscere la fanciulla. Quando egli arrivò a destinazione i due giovani ebbero finalmente occasione di conoscersi e l’amore scoppiò in entrambi. Ma il destino fu crudele con loro ed insieme al loro amore scopiarono i vespri siciliani. All’improvviso il loro amore era diventato impossibile perchè dieventati nemici. Il giovane si vide costretto a tornare in Francia ma, prima di andare, promise alla sua bella che sarebbe ritornato entro sei mesi e che l’avrebbe portata con se per sposarla. Le disse che quando ella avrebbe scorto tre fuochi accesi sul monte Rotondo sarebbe stato il segnale del ritorno del suo amore. Così dicendo i due innamorati si separarono con gli occhi pieni di lacrime ed il cuore colmo di speranza.

Il tempo passava ed arrivò l’estate, il castello era nuovamente pieno di ospiti e l’argomento saliente era l’incontro fatto con un uomo, all’apparenza pazzo, che se ne andava dicendo di essere tornato in Sicilia per prendere la cerva che aveva colpito mesi fa. Qualcosa scattò in Angelina che capì immediatamente che si trattava del suo amato. La giovane passò la serata affacciata alla finestra scrutando il monte Rotondo in cerca dei tre fuochi, quando fu esausta chiese alla sua ancella di vegliare dicendole “Franca vigghia! Ti prego Franca vigghia! (Franca veglia! Ti prego Franca veglia!). L’ancella, desiderosa di aiutare la bella Angelina, si mise alla finestra. Durante la notte finalmente Franca vide accendersi i tre fuochi, fece cenno  con una lampada di aver visto il segnale e corse a chiamare la sua padrona. Le due donne uscirono dal castello dove ad attenderle c’era il principe di Francia con degli uomini pronti a scortarli. L’uomo provò un tale moto di gratitudine nei confronti della domestica, che aveva reso possibile l’unione con la sua cara, che prima di partire fondò un piccolo borgo dedicato alla donna. Il borgo fu chiamato Franca-vigghia in onore del gesto fatto dalla donna. Con gli anni il nome si tramutò in Francavilla. I due giovani partirono verso la Francia finalmente liberi di amarsi e stare insieme.

Dove si trova

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