Il simbolo dei siciliani

La storia

Il simbolo della Sicilia, conosciuto oggi con il nome di Trinacria, è la triscele,  una raffigurazione con tre gambe (tri – skelos = tre – gambe) con all’interno il volto di una delle Gorgoni. L’origine della triscele non è ancora chiaro, quello che finora risulta essere il ritrovamento più antico è avvenuto in provincia di Agrigento a Palma di Montechiaro e pare essere di origine Minoica. Il simbolo si pensa avesse solo significato religioso, era legato, infatti, al culto del Sole ma si ritrova nel VI secolo ad Atene, Corinto, Macedonia, nel V e IV secolo a.C. in alcune monete della Licia e, successivamente, in quelle di Agatocle di Siracusa, nella tetradracma celtica (moneta in uso all’epoca) dell’Ungheria  tra il III ed il I secolo a.C., nel Denario argenteo di L. Cornelius Lentulus e C. Claudius Marcellus appare la triskele con testa di gorgoni nel 49 a.C. Le Gorgoni erano tre sorelle figlie di Forco e Ceto, rappresentavano le perversioni secondo diverse forme: Euriale rappresentava la perversione sessuale, Steno la perversione morale e Medusa la perversione intellettuale, avevano serpenti al posto dei capelli, ali d’oro, zanne di cinghiale e mani con artigli di bronzo, e chiunque le guardasse direttamente negli occhi rimaneva pietrificato. Per questo motivo si ritiene che la testa di Medusa fosse stata inserita nella triscele per conferire poteri di protezione. Il collegamento tra triscele e Sicilia, oltre al ritrovamento sopra citato, viene confermato anche da Omero il quale narra che  Minosse partì da Cnosso per sbarcare in Sicilia, all’inseguimento del fuggiasco Dedalo. A questa terra diedero il nome di Triquetra o Trinakìa che divenne col tempo Trinacria cioè terra con tre alti promontori, Peloro, Pachino e Lilibeo, e con raffigurazione triangolare. La triscele formata da tre gambe e il volto di Medusa al centro ha, ormai, acquisito il nome di Trinacria poichè, da allora, è il simbolo della Regione Sicilia. L’attuale bandiera della regione è infatti capeggiata dalla Trinacria con l’aggiunta di spighe di grano che le erano spesso associate per indicare la generosità della terra sicula.

 

Dove si trova