Il Palazzo dell’Inquisizione

La Storia

“Cavuru e friddu sentu ca, mi piglia la terzuru, tremunu li vudella, lu cori e l’alma s’assuttiglia” (Sento freddo e caldo, mi ha preso la febbre terzana, mi tremano le budella, il cuore e l’anima mi diventano piccoli)

Forse le ultime parole di dolore di una strega. Nelle carceri di palazzo Steri è ancora oggi possibile leggere questa frase incisa sul muro di una delle prigioni che furono teatro di atroci crudeltà. Frate Agostino La Pena fu il primo inquisitore delegato del Tribunale dell’Inquisizione di Sicilia, creato nel 1487 da Ferdinando II il Cattolico. L’inquisizione spagnola (quella della Santa Sede era già presente in passato ma con una morsa meno forte) sbarcò in Sicilia dopo aver fallito a Napoli che si riufiutò di concedere agli spagnoli questo potere, qui furono gli stessi inquisitori spagnoli a gestire i tribunali e gli arresti. Uno dei più importanti tribunali dell’inquisizione ebbe sede a Palermo presso Palazzo Chiaramonte conosciuto da tutti come Palazzo Steri da Hosterium (palazzo fortificato), a tale scopo furono costruite le carceri e la sala delle torture. Chiunque fosse stato accusato di aver commesso reati come l’eresia, la bestemmia, la stregoneria, l’adulterio o l’usura sarebbe stato condotto in carcere dove poi avrebbe subito terribili torture ed un processo. In caso di condanna a morte il prigioniero sarebbe stato bruciato vivo ma, se questi avesse invocato il perdono e dato prova di essersi pentito, gli sarebbe stata concessa una morte più veloce. In questo luogo di dolore riecheggiano ancora le urla degli uomini e delle donne accusati, torturati ed uccisi solo perché appartenenti ad un credo religioso diverso o perché con un pensiero politico discordante con i principi imposti dalla società.

Dove si trova

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