Il mago di Cefalù

La storia

Ancora oggi, a Cefalù, si parla con una certa reticenza del mago che sconvolse la tranquilla vita del paese, ai tempi del Fascismo, con i suoi libertinaggi e le sue diavolerie. «Era forestiero, mezzo pazzo», dicono i più anziani, per rimarcare che la Bestia 666, come si faceva chiamare, non aveva nulla a che fare con i cittadini di Cefalù.

Aleister Crowley, questo il suo vero nome, era nato in Inghilterra nel 1875. Da giovane aveva viaggiato molto ed era divenuto membro di un’organizzazione occulta di fine Ottocento, l’Ordine Ermetico della Golden Dawn.

Durante uno dei suoi viaggi in Egitto, ebbe la visione di un antico stregone che gli dettò il “Libro della Legge”, su cui fondò una sua propria religione, con l’intento di soppiantare il cristianesimo. Crowley decise dunque di fondare l’Abbazia di Thélema dove celebrare i suoi riti magico-orgiastici e, interrogato l’oracolo cinese, capì che il luogo ideale dove avrebbe dovuto sorgere l’abbazia era in Sicilia, a Cefalù per l’esattezza.

Crowley arrivò a Cefalù nell’aprile del 1920, insieme all’americana Leah Faesi e alla signorina Ninette Fraux, sue concubine, e con due bambini, figli di Leah. Fin dall’inizio, l’anomala famiglia diede scandalo tra i compaesani di Cefalù e molti erano coloro, soprattutto tra gli uomini, che s’aggiravano nei pressi dell’abbazia per spiare gli strani forestieri.

L’Abbazia di Thélema, ispirata a quella che lo scrittore francese del Cinquecento François Rabelais aveva fatto erigere dal gigante Gargantua nella sua opera Gargantua e Pantagruel, aveva una regola fondamentale: “Fai ciò che vuoi sarà tutta la legge; Amore è la legge, amore sotto la volontà”.

L’Abbazia era in realtà un casolare in località Santa Barbara, formata da alcune stanze che davano su una sala centrale, dove Crowley aveva disposto il suo trono a est e quello della sua prima concubina a ovest. Le mura, le porte e il pavimento erano decorati da immagini erotiche dipinte dallo stesso mago che facevano da scenografia alle preghiere, ai riti sessuali e a quelli sacrificali, spesso compiuti sotto l’effetto di droghe.

Crowley, conosciuto anche come la Grande Bestia 666, non era però un satanista, come alcuni sostennero, ma piuttosto un mistico contrario alla morale cristiana.

Il mago adorava Cefalù, tanto che nel suo testamento scrisse che voleva essere seppellito sulla Rocca, accanto al Tempio di Diana; il suo desiderio, però, non poté essere esaudito perché nell’aprile del 1923 fu espulso dall’Italia su ordine di Mussolini per perversione sessuale, in seguito alle proteste dei paesani e dello stesso vescovo di Cefalù. Crowley si dedicò alla propaganda antifascista da Tunisi, dove si era rifugiato dopo l’espulsione, scrivendo poesie satiriche su Mussolini.

Molti personaggi della cultura e dell’arte sono rimasti affascinati dalla sua figura, come ad esempio Jimmy Page, chitarrista dei Led Zeppelin, che acquistò la casa scozzese del mago. Da quando Page comprò quella casa, però, alcuni incidenti si susseguirono ai membri dei Led Zeppelin e culminarono con la morte del figlio del cantante Robert Plant e del batterista John Bonham. Così Page, nel 1980, decise di vendere la casa.

Anche la letteratura si è ispirata a Crowley. Basti pensare a Sciascia e a Vincenzo Consolo, che ambientò il romanzo Nottetempo, casa per casa, premio Strega nel 1992, proprio nella Cefalù del primo fascismo e del mago inglese.

 

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