Il castello incantato di Sciacca

La storia

A Sciacca esiste un castello incantato dove le pietre hanno volti umani, uomini e donne che esistettero davvero, nella vita reale o nella mente dell’artista che li realizzò. Si tratta di pazzia o solo di un cuore spezzato? Forse entrambe le cose. L’autore di tali e tante opere d’arte è Filippo Bentivegna. La sua vita, al limite tra genio e follia, iniziò normalmente in una famiglia umile di Sciacca, nel 1913, come molti giovani, emigrò in America dove si innamorò follemente di una giovane donna dagli occhi neri. La ragazza però era già stata promessa in sposa ad un altro, nonostante la triste scoperta, il cuore di Filippo non cessava di battere per la bella fino al punto decidere che l’unica soluzione era quella di sfidare il rivale in amore. Ma la sola cosa che ottenne il giovane fu una sonora botta in testa ed un cuore spezzato. Il trauma cranico riportato lo fece risultate inadatto al lavoro e venne subito rimpatriato. In Italia fu considerato disertore della prima guerra mondiale e venne condannato a tre anni di carcere che non scontò poichè dichiarato insano di mente. Considerati i suoi problemi psichici non pericolosi gli venne concesso di acquistare un terreno vicino Sciacca che lui trasformò nel proprio regno dove regina e sudditi consistevano in facce di pietra, scolpiti da lui secondo ciò che gli dettava la mente. Dapprima utilizzò le pietre calcaree che trovò nel fondo poi si mise lui stesso a estrarre la roccia da lavorare. In questo luogo incantato Filippo conosciuto da tutti come “Mastru Filippo” o “Filippu ‘u pazzu”  trascorse il resto della sua vita in questo posto incantato, morì nel 1967 a 78 anni. Alcune sue opere sono esposte al Museé de l’Art Brut di Losanna. Il suo regno è rimasto lì, a Sciacca, ai piedi del monte Kronio, con le facce di pietra disposte in bell’ordine ed i graffiti sul muro che raccontano la storia di un uomo appassionato che voleva essere Re e decise di crearsi il proprio regno.

 

Dove si trova

Riferimenti