Il Castello di Maredolce

La Storia

C’era una volta un giovane re che voleva essere un bambino come tutti gli altri, passava le giornate girovagando per il castello sentendosi in gabbia come un uccellino. Attendeva pazientemente un attimo di distrazione da parte dei tutori per architettare la fuga, sgattaiolare fuori e giocare con gli altri bambini, facendo finta di non avere responsabilità. Siamo intorno al 1200, il piccolo re è Federico II di Svevia re di Sicilia ed il castello è il Castello di Maredolce a Palermo. Federico II fu solo uno degli abitanti del castello. Pare che la struttura fu creata dall’Emiro Kalbita Jafar (997/1019), lo stile islamico ne è una prova. Si trova all’interno del parco Favara da Fawwarah (“fonte che ribolle” in lingua araba) e deve il suo nome alle due fonti di acqua dolce che circondano la fortezza. Nata come luogo per dar sfogo al dileto ad ai sollazi reali (Il castello comprendeva anche un hammam ed una peschiera) faceva parte di una “qasr” cioè una cittadella fortificata, l’edificio cambiò molte volte il suo utilizzo da fortezza con Ruggero II ad ospedale nel 1328 con frati teutonici della Magione fino a diventare una azienda agricola nel XVII secolo quando fu di proprietà di Francesco Agraz, duca di Castelluccio. Sul fronte principale si aprono quattro ingressi: il primo è della così detta “aula regia”, il secondo è della cappella, il terzo immette all’interno del cortile, il quarto è tampognato ma probabilmente consentiva l’accesso diretto al lago attraverso delle piccole imbarcazioni. I fronti del Castello esprimono elementi morfologici presi dalle tradizioni: bizantina, araba e normanna. Sul fronte sud-ovest si nota alla sinistra di chi guarda una grande apertura, che fa supporre la presenza di un ponte levatoio che immetteva direttamente dal Castello al lago, nel lato nord-occidentale del palazzo troviamo la cappella dei Santi Filippo e Giacomo.

Dove si trova

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