Eraclea Minoa: un nome una leggenda

La storia

Pochi luoghi al mondo hanno un nome affascinante come Eraclea Minoa, pineta sul mare nelle vicinanze di Sciacca. La località conserva il toponimo della città greca che s’ergeva su una rupe, sopra la spiaggia di Capo Bianco, accanto al fiume Platani. Ma da dove deriva questo nome così enigmatico che accosta Eracle (l’Ercole latino) alla civiltà minoica?

Anticamente, la cittadina si chiamava soltanto Minoa e il nome venne completato da “Eraclea” soltanto in tarda età greca.

Minoa è citata da Erodoto come colonia di Selinunte. La città venne poi occupata dal condottiero spartano Eurileonte dopo la distruzione di Eraclea, cittadina greca alle pendici del Monte Cofano, vicino San Vito Lo Capo, di cui ancora oggi sono visibili i resti. A Minoa si trasferirono dunque i sopravvissuti della vecchia Eraclea, e la cittadina prese il nome di Eraclea Minoa.

Nel v sec. a.C., scoppiata la guerra tra Cartaginesi e Greci in Sicilia, Eraclea Minoa fu presa dai Cartaginesi, che vi installarono una base militare, e in seguito fu conquistata da Pirro, nel 277 a. C., prima di finire in mano ai Romani.

Nel i secolo d.C. la città, ormai dilaniata dalle guerre, era pressoché disabitata.

Gli scavi archeologici iniziarono soltanto nel 1950, portando alla luce i resti di antiche abitazioni, ricoperte ancora oggi da frammenti di mosaico.

La storia di Eraclea Minoa, tuttavia, si intreccia e si confonde con il mito.

Secondo la leggenda, infatti, il re cretese Minosse avrebbe inseguito Dedalo fin qui per ucciderlo. Dedalo, l’architetto del Labirinto, aveva aiutato Arianna e Teseo a fuggire dai meandri dove si aggirava il Minotauro e si era poi rifugiato in Sicilia, alla corte di Kòkalos, re dei Sicani.

Quando il re di Creta, Minosse, giunse in Sicilia per farsi consegnare Dedalo, si presentò a Kòkalos che lo accolse ospitale fingendo di volerlo accontentare. Ma invece il sovrano sicano, con l’aiuto delle figlie, fece soffocare Minosse nelle acque bollenti dei bagni termali. Le spoglie del re di Creta sarebbero state tumulate in quella che si chiamò Minoa.

In seguito, ci fu un duro scontro fra i Sìcani e il potente esercito di Minosse, e infine venne edificato un tempio di pacificazione in onore alle Due Dee, le cosiddette Meteres, a Engyon, località probabilmente identificata con l’odierna Gangi.

E così le spoglie del sovrano cretese sarebbero rimaste sul suolo siciliano. Infatti, secondo la leggenda, proprio a Eraclea Minoa, tra il 488 e il 473 a.C. Terone, tiranno di Siracusa, avrebbe ritrovato la tomba del re cretese Minosse e restituito le sue ossa ai Cretesi.

 

 

Dove si trova