La chiesa dei coccodrilli

La storia

Ci fu un tempo in cui in Italia avvenero degli strani fatti, sotto le arcate di alcune chiese apparvero all’improvviso dei resti di coccodrillo, imbalsamati e non. Il motivo di ciò non si seppe mai ma la chies, da sempre, associa il coccodrillo al male, all’ipocrisia, alla falsità. Dal contenuto del suo intestino veniva estratto un belletto utilizzato da donne e teatranti che, secondo la religione, dava prova della sua funzione malefica, poichè aiutava gli uomini a fingersi ciò che non erano. Nel folklore popolare è noto il detto “piangere lacrime di coccodrillo”, cioè fingersi dispiaciuti dopo aver compiuto atti riprovevoli (la storia vuole che la mamma coccodrillo prima ingurgitò i suoi stessi piccoli e poi pianse per il dispiacere). I coccodrilli erano visti come dei mostri del male, quasi dei draghi! San Giorgio, ad esempio, è ritratto spesso durante l’uccisione del famigerato drago che sta a significare la vittoria del bene sul male. In Sicilia, intorno al 1600, è provato che ci fossero diversi esemplari dell’animale lungo il corso dei fiumi e persino, si dice, in alcune fontane. A Ragusa nella chiesa madre dedicata proprio a San Giorgio sono tuttora conservate numerose ossa di coccodrillo, da questo il nome “chiesa dei coccodrilli”. La chiesa, distrutta dal terremoto del 1693, fu ricostruita tra il 1738 e il 1775 nella sua attule sede, secondo i canoni dello stile barocco. Ogni 23 Aprile, ancora oggi, durante la festa di S.Giorgio, viene portato in processione un enorme drago/coccodrillo mobile per ricordare la lotta e vittoria di San Giorgio sul maligno.

 

Dove si trova