Ciafar e Iras

La Storia

Nel Maggio 1061 Ruggero I di Sicilia, figlio di Tancredi d’Altavilla, ricordato da tutti come il “Gran Conte Ruggero” riesce finalmente ad espugnare Messina sconfiggendo gli arabi che occupavano da tempo la terra. Questa occasione sarà teatro di un fatto che intenerirà i cuori sia dei normanni che dei siciliani, una storia triste che si concluderà con un ultimo gesto d’amore. I protagonisti della vicenda sono due fratelli, Ciafar e Iras. Figli dell’emiro di Cordova si trovano in Sicilia ospitati nella casa dello zio, Ciafar ha 18 anni ed è un abile guerriero, Iras è una giovinetta di 16 anni. Il 18 Maggio 1061, si accende la battaglia nella spiaggia tra Torre del Faro e Ganzirri e Ciafar decide di prendere parte al combattimento. Passata la mattinata il ragazzo si rende conto che i normanni sono troppi e non ci sono speranze di vittoria, pensa quindi alla sorella rimasta sola nella casa dello zio a Camaro. Ciafar inizia una corsa folle verso la sorella, morto il cavallo continua a piedi; la città è in mano ai normanni e, solo grazie all’utilizzo di alcuni espedienti, riesce a non farsi scoprire ed a giungere a Camaro. Scopre con sollievo che i soldati non sono ancora arrivati ma la casa è presa d’assalto dai servi che saccheggiano tutto ciò che ha un valore. Ciafar sente le urla di Iras e corso in suo aiuto scopre che uno dei servi l’ha buttata a terra e sta cercando di violentarla. Pieno di rabbia il giovane si fionda sul servo e usando la frusta lo colpisce fino a fargli perdere i sensi. Iras è sconvolta ma non ha il tempo di far nulla perchè il fratello la prende per mano e la trascina via verso i Monti Peloritani alla volta di Rometta dove gli arabi stavano organizzando la fuga. Il viaggio è lungo e tortuoso, Iras, in abiti da casa, è allo stremo delle forze, con i piedi insanguinati e le braccia ricoperte di ferite non riesce più a proseguire, il fratello prima la prende in braccio poi si ricorda del casolare di un amico nei pressi di Rometta dove potrebbero nascondersi. Arrivati al casolare lo trovano deserto, al suo interno solo un pagliericcio, i due fratelli ormai senza forza decidono di fermarsi e riposare un po’. Passata la notte Iras sente delle voci, si alza e scorge dalla finestra un gruppo di soldati normanni capeggiati dal servo che aveva cercato di violentarla, corre allora a svegliare suo fratello. Ciafar ha appena il tempo di mettersi in piedi che i soldati irrompono nella stanza. Sguaina la sciabola e riesce ad uccidere il primo soldato, probabilmente il capo della brigata, con abile mossa uccide anche il servo ma i soldati sono troppi ed hanno il sopravvento sul povero Ciafar che viene colpito a morte, il ragazzo sa che sta per morire ma con le ultime forze si avvicina alla sorella che lo guarda con occhi sbarrati. Ciafar la abbraccia le da un bacio e la uccide con la sua arma per salvarla dalle grinfie dei soldati. I due fratelli muoiono così, abbracciati l’uno all’altra.

 

Dove si trova

Riferimenti

Poesie, Miti e Leggende siciliane di Filippo Scolareci