Buntarigah

La storia

La valle del fiume Anapo, nell’entroterra siracusano, è uno dei luoghi più magici della Sicilia. Le rupi a strapiombo sul fiume sono cesellate di migliaia di piccole caverne di forma rettangolare che formano una sorta d’alveare di pietra.

Siamo a Pantalica, un insediamento preistorico di cui oggi rimane quasi esclusivamente la necropoli, cioè più di cinquemila tombe “a grotticella”.

L’attuale nome di Pantalica deriva quasi sicuramente dall’arabo Buntarigah, che significa grotte, ma potrebbe anche derivare da Pentelite che, in età greca, indicava un luogo privo di una funzione urbana.

Questa valle è probabilmente abitata già dall’uomo di Neanderthal, anche se le tracce di resti umani e di manufatti sono databili soltanto dal Neolitico.

Le più antiche tombe di cui è rimasta traccia risalgono al xiii-xi sec. a.C. e sono a pianta ellittica; quelle più recenti (850-730 a.C.) invece sono a pianta rettangolare. Una peculiarità di queste sepolture è che vi venivano tumulati i singoli nuclei familiari, a differenza delle classiche sepolture a gruppi allargati.

Molto probabilmente si tratta di opere della civiltà sicula, infatti il centro di Pantalica assunse un’importanza strategica soprattutto nell’età del bronzo (ii millennio a.C.), periodo in cui si intensificò lo sviluppo dell’agricoltura, della navigazione, delle lingue e di sistemi religiosi più elaborati. In quel periodo vivono in Sicilia tre popolazioni: gli Elimi a occidente, i Sicani al centro e i Siculi a oriente. Secondo quanto riporta lo storico Tucidide, i Siculi erano gli unici a essere di origine indo-europea, avevano frequenti scambi culturali con Micene e parlavano una lingua simile al latino.

Alcuni archeologi sostengono che la civiltà iniziale di Pantalica fosse sicana; poi i Sicani avrebbero lasciato il posto ai Siculi fuggendo verso la parte meridionale e occidentale dell’isola, e dunque da quel momento in poi sarebbe fiorita la Pantalica dei Siculi, che fra alterne vicende diventerà il più importante abitato della Sicilia Orientale, la Hybla del Regno siculo di Re Hyblon.

Infatti l’identificazione storica più accreditata riconduce Pantalica al Regno di Hybla, anche se in passato si era proposta anche quella con l’antica città sicula di Erbesso.

Con la fine della civiltà sicula di Pantalica (non dovuta a sconfitte militari o annessioni, ma all’emigrazione verso le ricche città greche), avvenuta tra l’viii e il vii secolo a.C., inizia una nuova era nella storia siciliana.

Oggi restano soltanto poche tracce della presunta città di Hybla, nelle vicinanze della necropoli di Pantalica, mentre il mistero più grande continua a essere quello delle tecniche con cui vennero ricavate le tombe dalla roccia, considerando che i Siculi non conoscevano ancora il ferro e quindi probabilmente scavarono la pietra calcarea con asce di bronzo o di ossidiana.

 

Dove si trova